(NOSTRA CORR. PART.)

Vienna, 29 sett.

            Avrei dovuto, già al primo riunirsi di quest’aula parlamentare, tenervi informati di quanto vi avviene; ma che volete? le parole anche le più vivaci, non sarebbero bastate a descrivere l’uno per mille le scenate che si andavano succedendo nelle tre sedute del 23, 24, 25 corrente.

            L’ira tedesco-nazionale si veniva sfogando con tale fraseologia di nuovo conio, da commuovere perfino le grasse cariatidi marmoree che sostengono la sala parlamentare.

            Ma tutto questo era nulla di nulla, perchè già preveduto in massima parte: quello che non era preveduto, anzi neppure immaginabile, si fu il duello del ministro presidente conte Badeni col deputato schöberiano Wolf. Il capo dello Stato, si può dire, che si lascia trasportare dall’ira a questo punto di accogliere le ingiurie di un deputato giornalista e gli getta il guanto di sfida. E’ tale un colmo questo che difficilmente se ne troverà un eguale nella storia moderna.

            L’impressione a Vienna fu emozionante; su in alto poi addirittura strabiliante.

            Ma vedete come è fatto questo povero mondo! Si sa che il duello è delitto per legge di natura, ecclesiastica e civile: si sa che, tolte le sfere militaresche chi s’accapiglia in questo genere di lotta, finisce col perdere presso tutte le persone il buon senso, nome e reputazione e per lo meno si diventa ridicoli. Eppure vedete qui al momento quanta rovina del buon senso! e peggio ancora quanto strazio alla legge civile e quanta jattura per la legge divina ed ecclesiastica!

            Un ministro, cristiano battezzato, anzi capo del ministero di un governo retto da un Imperatore cattolicissimo quale è Francesco Giuseppe I, dimentica in un tratto tutte le leggi e la dignità della propria carica. Ma peggio ancora! Quanti non corrono ora attorno al duellante lodandone il coraggio e che so io!

            Pare tuttavia che anche al misero caduto sia ritornato tosto il buon senso cattolico, e mi si dice che s’affrettò presso il Nunzio Apostolico a confessare le proprie colpe e chiedere d’essere prosciolto dalle censure contratte.

            Vedrete che se per questo atto di pronta reazione Badeni merita d’essere lodato da noi, nessuno lo loderà perciò fra i tanti segnati sul libro delle condoglianze.

            Dio non paga il sabbato, e temo che quest’atto di pubblico sfregio alle sue leggi fatto pubblicamente da una persona tanto in alto nelle cose austriache, non venga ben presto pagato.

Oportet ut eveniant manda a dire il Vangelo ma tosto vi soggiunge Vae illi per quem scandalum venit!

Soggetto produttore:“La Lega Lombarda”, n. 263
Data:01-02/10/1897
Pseudonimo:
Descrizione:Articolo relativo allo scandalo destato nel Parlamento di Vienna dal ministro Presidente Badeni che aveva sfidato a duello il deputato Wolf in seguito alle ingiurie di quest’ultimo. In seguito al duello Badeni era rimasto ferito al braccio da un colpo di pistola. Viene attribuito a Guetti per la consequenzialità con le altre corrispondenze siglate T. o Tridentino.