Giudicarie, 7.

Per non perdere il diritto di seccare il proto, è tempo mi faccia vivo. Sta volta non ho proprio gran cose pel benevolo lettore, però queste non potranno mancare di qualche interesse. Giorni fa in un Comune di qui si fecero le elezioni comunali. La reazione tentò scavalcare i reggenti, ma ancora nel III corpo elettorale cadde, e, mi si dice, per un voto.

Si fecero reclami, e sembra con probabile riuscita di annullamento dell’operato. P. e. si presentò uno a votare, e consegnò la scheda al capo comune che la mise nell’urna, mentre la commissione lo dichiarava inabile al voto. Che fa allora il nostro capo comune? leva dall’urna una scheda, e senza altro si procede nella votazione. Bella disinvoltura neh?

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In un’altro comune domani si faranno le elezioni, che si ripetono per la terza o la quarta volta, perché annullate sempre dall’autorità. Sta volta si spera riescano, giacchè da 4 mesi evvi là il commissario giuntale con f. 50 al mese per mettere le cose in ordine; e di sicuro lo avrà fatto. E se anche questa volta andrà tutto a monte? Allora il commissario resterà in permanenza ed il bene comune, s’intende, trionferà a meraviglia.

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E di legge scolastica e scuole niente questa volta? Vi direi cose fritte e rifritte come avvengono da per tutto. L’i. r. ispettore scolastico ha già cominciato le sue ispezioni, le quali quest’anno devono essere duplicate, a quanto mi si dice. Ier l’altro si presentava anzi in un comune accompagnato dal tecnico ingegnere capitanale per studiare il modo, assieme alla rappresentanza comunale, di ridurre il presente fabbricato scolastico, che contiene tre bellissimi locali per tre classi, in un fabbricato di soli due locali per due sole classi, come vuole la nuova legge. La riduzione del fabbricato costerebbe oltre i 2 mila fiorini, giusta un fabbisogno preparato. L’i. r. ispettore adunque venne per l’affare ed insisteva per la riforma e conseguenze. Ma trovò ragioni dure e forti assai nella rappresentanza. Un rappresentante ebbe a dirgli presso a poco così: Le scuole sono fatte per istruire ed educare la gioventù e istruirla ed educarla bene; non è vero signor i. r. Ispettore? – S’intende. – Ebbene, anni fa questo Comune aveva due sole classi e spendeva 300 fiorini nell’istruzione; aumentandosi la gioventù, l’autorità reclamava la terza classe, ed il Comune ridusse i locali in modo addattissimo, pensò al salario anche della terza forza docente e con 500 fiorini soddisfece a tutto l’onere scolastico. Tutti gli ispettori sia civili che ecclesiastici non ebbero che a lodarsi ripetutamente di questo progresso, e noi pure provammo sensibilmente i benefici effetti di questa vera riforma scolastica. I maestri erano contenti del salario, i genitori contenti dei maestri, il Comune contento della spesa, i superiori contenti dell’esito in una parola tutti contenti. Capita adesso la nuova legge e ci vuol costringere a sopprimere una classe, a ridurre con fortissima spesa il fabbricato, ed a pagare di più un 200 fiorini. Ma s’avvantaggia con ciò l’ istruzione e l’educazione della nostra gioventù? C’è progresso scolastico? Dunque lo vede un orbo che si danneggierebbe con queste nuove prescrizioni il bene della scuola, e noi rappresentanti comunali a questo male non vogliamo concorrere nemmeno con un centesimo. Se lui signor i. r. Ispettore, se l’i. r. Consiglio scolastico distrettuale, provinciale o che so io vogliono questo regresso, lo facciano pure, sono padroni di far ciò e più, ma senza il nostro concorso, anzi con nostra protesta, e per loro sieno tutte le conseguenze e tutte le spese. Il Comune pagò e paga i suoi 500 fiorini per una buonissima istruzione, e non pagherà mai per avere un regresso scolastico. Credo che sia stato fatto anche un protocollo in proposito, e staremo a vedere ove andrà a finire la cosa.

Pare impossibile; eppure sono cose che succedono allo splendore della luce elettrica di questo secolo che sta per morire; anzi se qualcuno dasse ragione al Comune si vedrebbe reo magari di crimen lesae o peggio. Dunque buon carnovale ed arrivederci in quaresima.

Cronista.

Soggetto produttore:“La Famiglia Cristiana”, n. 16
Data:10/02/1896
Pseudonimo:Cronista
Descrizione:Articolo polemico relativo alle elezioni in due comuni e all’applicazione della nuova legge scolastica.