S. Croce, 21 agosto – La suta de S. Bartolomè, se non la vegn avanti la vegn de drè. Quest’anno sembra venire avanti S. Bartolomeo perché sono otto giorni che un sole insolito ci cuoce addirittura. Però questo caldo era aspettato dopo gli acquazzoni della passata quindicina, cosicché i raccolti pendenti della campagna ora sono assai innanzi in maturità e perfezione. Questi agricoltori sono contenti dell’annata in corso e sarebbero disposti a farne ricevuta di pieno aggradimento a Domine Iddio anche pegli anni avvenire. Solo i vigneti di S. Lorenzo furono battuti in parte dalla gragnuola caduta agli 11 corr. Fu una settimana quella di serie apprensioni, perché ad ogni ora era là un temporale spaventoso e carico d’elettricità a minaccia de’ poveri mortali. Addì 11 agosto caddero due fulmini sul monte Casale, uno colpendo a morte un giovane di 18 anni ed un bue, l’altro un’armenta. Ai 13 poi un’altro fulmine cadeva sopra una casa in Cavrasto senza danni sensibili, tranne che uno scheggiamento di travi, di interizzimento ad un braccio di una donna, la quale cadde spaventata entro un salotto con finestra aperta, e poi si riebbe del tutto in poche ore. Il mercato di bovini tenuto ai 19 al Ponte delle Arche (sebbene non annunziato dal vostro proto nell’ultimo numero) fu attivissimo, ed il prezzo delle bovine crebbe d’assai di quest’ultimo mese, cosicché è ormai impossibile avere una vacca qualunque meno di 10 marenghi, mentre quelle buone e belle spaziano tra i 15 ed i 20! Vitelle di 8 e 10 mesi andarono a ruba per 6 fino ad 8 marenghi! Raccomando quindi ai macellai di uccidere bensì vitelli maschi pei nostri signori, ma risparmino le femmine pei nostri agricoltori, altrimenti andremo incontro ad una penuria maledetta  in breve avvenire di ogni qualità di bovini.

Avrete letto sul “Popolo Trentino” l’inondazione orsina seria assai da queste parti. Prego codesto Consiglio, così benemerito in altre innondazioni a fare i passi relativi per fermare anche questa. *) I danni sono assai maggiori di quelli dati, e si teme assai più in avvenire. L’unico rimedio è far guerra all’orso coi cani da caccia adattati. Se mai ne possede Vienna si procuri di ritirarne razza. So che qualche tecnico di codesto Consiglio sta per visitare l’Esposizione Viennese; ebbene ecco il modo facile di farne provvista, dato a concesso che colà fuori si allevino si benefici animali. – Facendo guerra agli orsi, ci mostreremo veramente compassionevoli verso tanti disgraziati che si vedono in una notte tolta l’unica risorsa di loro benessere, e diventeremo filantropici anche verso le povere armente, che sarà loro risparmiata una morte così miseranda e truce. E poi la carne di orso, non potrà surrogare quella di vitello?

R.

*) Osserviamo. Da parte di questo Consiglio venne già innalzato rapporto all’Eccelso I. R. Ministero d’agricoltura sui frequenti danni arrecati dall’orso nelle nostre valli alpine, invocando quei provvedimenti che valgano a liberare il paese dalla fiera che va facendosi sempre più infesta.

N.d.R.

Soggetto produttore:“Bollettino C.P.A.”, anno 1890, 21 agosto, pp. 253-254
Data:21/08/1890
Pseudonimo:R.
Descrizione:Articolo relativo alle condizioni meteorologiche ed agricole, alle fiere bovine, ai danni causati dai fulmini e ai problemi legati agli orsi.