S. Croce, 24 maggio 88. -Si compie oggidì l’anniversario della fatale catastrofe elementare avvenuta l’anno scorso ai 22-24 maggio. Non ne facciamo la commemorazione, mentre pende ancora la ventilazione dell’asse ereditario; quando i periti avran detto l’ultima parola in proposito nel plenum delle loro sedute convalidate da un verdetto che si minaccia piuttosto oscuro, allora penseremo se o no convenga un panegirico od una lamentazione al sopradetto anniversario. L’introduzione è un po’ sibillina, ma intendami chi può che m’intend’io, e tiriamo innanzi.

Lo stato delle campagne in complesso nel raggio consorziale è il seguente: Prati assai rigogliosi fino ai 10 corr.; indi scomparsa di buona parte dell’erba minuta per troppo restringimento delle zolle erbose cagionato da 5 giorni d’òra fredda e seccante veniente da sud; così pure soffersero i frumenti che ingiallirono alquanto; una pioggia minuta ed abbondante è desiderata a togliere questi cattivi effetti. Le segale sono bellissime; il grano turco è nato regolarmente ed assai netto; onde faccia passi da gigante aspetta esso pure un’ irrorazione celeste. La vite nella sua metà salvata dalla buffera dell’anno scorso (e dalli colla benedetta buffera) porta numerosi grappoli da promettere buon successo. Gli alberi fruttiferi poi trionfano addirittura; fiori a bizeffe, frutta a bizeffe. E coi bachi? Vengo subito a servirvi ottime notizie. Esco testé da una camera d’incubazione nata per opera del nostro Consorzio; quivi stanno raccolte 80 oncie sul colmo della schiusura. Non vi sono lagni di sorta, il seme poi proveniente da questo Istituto Bacologico, è principe e trionfatore sopra tutti; se il resto delle fasi corrisponde a quello della nascita, avremo da questo bozzoli in abbondanza; in questa camera sonvi 40 oncie di detto seme.

Non così si deve dire di tutte le altre sementi vendute dai soliti girovaghi, ed incubate alla vecchia, mentre parte d’esse o non ebbero felice nascita, o dopo la nascita i bacolini perirono ben presto. So che in un solo paese nel raggio di questo Consorzio, sonvi oltre le 70 oncie del seme-bachi di codesto Consiglio; sopra queste in modo speciale starò attento per vederne tutte le fasi e l’esito, affine poi di potere conchiudere, e lo spero, che chi in avvenire non si provede di questo seme-bachi di tutta buona prova ed a minimo prezzo, è nemico del proprio interesse, e che chi anche per puntiglio è causa del suo male, pianga sé stesso. I gelsi sono di 8 giorni in anticipazione; e questo diventa una fortuna per più ragioni. Primieramente le nostre donne avranno con che mantenere i bachi nelle prime età con pasti più frequenti senza una fatica al mondo; in secondo poi si ha un risparmio non indifferente di foglia perché bene sviluppata. Questo risparmio quest’anno fu una providenza, imperocché a cagione della maledettissima brinata dell’anno scorso (taci lingua mordace) tutti i gelsi che furono tagliati a copitozza l’anno scorso, hanno quest’anno i polloni secchi totalmente in modo da mettere a repentaglio la vita della pianta. Così pure i novi getti troppo lussureggianti dell’anno scorso e che incantavano col verde delle loro foglie fino a tardo autunno, ora brillano per sterilità e secchezza. I sopranominati periti dell’asse ereditario, stiano attenti a ciò, vedranno se le deposizioni degli eredi sono o no veritiere. Se Domine Iddio non avesse provveduto con un precoce sviluppo di foglia, si sarebbe venuti alla deliberazione di gettare la metà di bachi, giacché qui da noi poco sù, poco giù siamo al quantitativo dell’anno scorso. Finisco, perché il procaccino aspetta la chiusa di questa mia tirata giù a calamo corrente, lo vede un miope, ed arrivederci presto; vostro

Rusticus

Soggetto produttore:“Bollettino C.P.A.”, anno 1888, 24 maggio, pp. 171-172
Data:24/05/1888
Pseudonimo:Rusticus
Descrizione:Articolo riguardante l’anniversario della gelata del maggio 1887, le condizioni meteorologiche e agricole e i bachi da seta.