Dalle Giudicarie Esteriori. 7 aprile.

Dimandate ed otterrete. Se ciò è sempre vero con Domine Iddio, qualche volta è vero anche con gli uomini di questo basso mondo. Il nostro solerte Consorzio Agrario Distrettuale appena vide l’ingenti danni piombati sul dorso già curvo di questi agricoltori, a cagione della fatale gelata del Maggio ’87, non mancò di volgersi per ajuto a chi potea darlo. Fece con rigoroso esame un sommario dei danni e lo presentò alle Superiori Autorità. In risposta venne messo in vista un abbuono della imposta erariale, ma le condizioni per ciò ottenere erano tali che la spesa sorpassava l’utile promesso, e quindi nissuno de’ comuni danneggiati si volle prendere la grave briga per sì poco. Allora il Consorzio fece altri passi; e presso l’Autorità competente, appoggiato dal valido sostegno del Consiglio d’Agricoltura, fece dimanda di esenzione pel dazio sulla polenta che questi agricoltori sono costretti ritirare dall’estero. La domanda era formulata con tutte le garanzie possibili, onde fosse eliminata ogni idea di monopolio, e in modo che il Consorzio potesse dare in paese il grano al puro costo pei soli contadini bisognosi; il preventivo era fissato per 2000 quintali, quantità non esagerata, per sopperire ai bisogni di questo Distretto fino al nuovo raccolto. Ma la ecc. Giunta rispose, che l’esenzione di dazi, per regola, non viene mai concessa giusta i conchiusi dietali, e quindi in questo senso non si poteva soddisfare la domanda del Consorzio; però conosciute le critiche circostanze e finanziarie ed agricole del Distretto, era disposta a concedere qualche sussidio dal fondo di approvvigionamento, qualora il Consorzio Ag. desse ulteriori schiarimenti.

Il Consorzio, sebbene dolente di non vedere esaudita la prima domanda assai utile al paese, pure accettò con grato animo la sopradetta proposta e, dati gli opportuni schiarimenti ed esibiti vari modi per usufruire e distribuire il sussidio sperato, l’ecc. Giunta assegnava dal detto fondo fio. 700, osservando che preferiva il secondo modo offerto dal Consorzio nella distribuzione, cioè quello di comperare col detto denaro il grano turco e cederlo ai contadini bisognosi al puro costo. Ora il Consorzio sta per realizzare questo modo di soccorso con tutta quella attività che lo distingue, e si spera che gli effetti saranno consolanti. Vero che il povero contadino è scarso ora, per non dir privo, di danaro per pagare a contanti il grano offerto dal Consorzio anche al puro prezzo di costo; ma si spera che non mancheranno coloro, sia per parte de’ privati che per parte de’ Comuni, che lo vorranno ajutare con graziosi imprestiti in queste lotte per la vita. In tanto preghiamo la Divina Provvidenza che ci benedica nei prodotti di quest’anno, e che prosperi le fatiche dei nostri emigrati, onde evitare il tremendo patatrac agricolo-economico che senza essere pessimisti, ci sta alla porta. A tempo propizio non mancherò di farvi noto l’esito della nuova attività di questo Consorzio Agrario, divenuto negoziante di grano a buon mercato. Aggiungo che il Consorzio ha deciso di far provvista di puro grano italiano, perché, checché se ne dica da altri, è assai migliore dell’ungherese, e sempre preferito dai nostri contadini. L’igiene stessa lo vuole. Dunque, – ad altra volta.

Rustico giudicariese.

Soggetto produttore:“La Voce Cattolica”, n. 43
Data:10/04/1888
Pseudonimo:Rustico giudicariese
Descrizione:Articolo riguardante le attività del Consorzio Agrario Distrettuale di Santa Croce del Bleggio a richiesta e successivo utilizzo del sussidio di 700 fiorini concesso dalla Giunta provinciale austriaca.