Dalle 7 Pievi, 8 giugno – Son passati già diciassette giorni dopo la fatalissima catastrofe del gelo e della brina; ebbimo anche ultimamente giornate calde e pioggia sciroccale, eppure il credereste? Per voi fortunati, che vivete in mezzo ad una vegetazione rigogliosa ed in pieno estate, parrà ch’io esageri; e diffatti molti di coloro che lessero la mia prima relazione e che sono fuori di queste valli, la ritennero esagerata; ma invece chi venne sopra luogo e vidde, dovette esclamare che i danni sono affatto incalcolabili e che desolazione più completa è impossibile. Non sono questi effetti della sola brina, quale ebbimo tantissime volte in posizioni più o meno infelici; questa volta fu un orrido gelo ed inaudito che ci colpiva.

Eccettuato il verde più o meno chiaro dei frumenti e dell’erbe del prato, voi non vedete che seccume. Qualche ciliegio, qualche pomo e pero, colle indurite foglie e privi di frutta, s’alza qua e là nella campagna a testimonio fededegno della sincope fulminante avvenuta agli altri numerosi fratelli. Su su per le falde de’ monti e sopra il dorso degli stessi, toltone il verde de’ picei, è tutto un rosso importuno di faggi essicati, e ciò non qua e là, ma da per tutto il Distretto di Stenico e per tutto il Distretto di Tione. La vegetazione dopo tanti giorni passati, stenta moltissimo a venire, cosicché i danni si prolungheranno sensibilissimi anche nel prossimo anno! Oh patria mia! Qual triste pagina devi segnare nella tua storia!… Ora che per l’attività veramente indefessa del nostro Consorzio Agrario Distrettuale si han finiti i rilievi de’ danni sofferti, vi posso dare alcuni dati sull’entità della nostra disgrazia.

Premetto, per le conseguenze finali che sarò per aggiungere in coda a questa mia corrispondenza, che la rendita netta del Distretto di Stenico giusta la perequazione fondiaria è di f. 43.654.45. Su questa gravita l’imposta erariale del 22 7/10 %, che ascende a f. 9909.56; quella provinciale e d’esonero del suolo, oscillante circa il 33% importerebbe f. 3270.15; la sovraimposta comunale poi che varia dal 100% fino al 583% (onore questo esclusivo di Campo) in tutto il Distretto risulta di f. 26.120.06 e quindi ommettendo l’addizionale sulle acque che non conosco, la sopradetta rendita netta è aggravata dell’ingente peso di f. 39.299.77 – annui -.

Ciò premesso ecco il risultato sommario dei danni constatati dal nostro Consorzio Agr.:

Danni sofferti nella rendita di

grano turco                       fni 3.680

graspato                              11.140

bachicoltura e frutticoltura 165.510

prati e foraggi                    162.960

patate                                    2.210

seminagioni                         17.720

Tot.                                     363.220

Ciò per il presente anno. I danni poi che si suppongono estendersi anche a quello venturo, in viti gelsi e piante utili si calcola a f.ni 166.220.

Dunque i danni patiti in questo Distretto sono tali da sorpassare 12 volte la rendita netta. Ora la base dell’imposizione venendo a mancare per 12 anni, ne conseguiterebbe che almeno per un decennio dovressimo essere esclusi da contributi erariali e provinciali gravitanti sulla campagna. Se ciò non si farà per intero, si farà certo in parte, e pel resto concorreranno la Provincia e lo Stato con sussidj straordinari, come si fece per gli innondati, giacché il caso nostro è ben più desolante. Le superiori autorità che or ora sono a cognizione del male, i nostri onorevoli a’ quali con sollecitudine si ricorse, si spera, verranno tutti in nostro ajuto prontamente ed efficacemente. Per conto nostro, sebbene mesti ed afflitti in modo straordinario, non tardammo un sol momento a cercare que’ mezzi che la Provvidenza ci additava nell’urgenza, e già a quest’ora a centinaja, a migliaja i nostri popolani volarono nel vicino Regno in cerca di lavoro temporaneo. Chi assisteva alle sacre funzioni nell’ultima domenica potea con facilità notare un sensibile vuoto, cosicché ci sembrava essere ritornato al contingente d’inverno. Ma se la Provvidenza c’è, e questa ci impedirà il morir per fame, oh! venga ancora la giustizia e non ci tolga ciò non si può dare, ma distribuisca a noi pure quello che ebbero altri disgraziati fratelli! E’ ciò che aspetta assieme agli altri il

Vostro Toni

Soggetto produttore:“La Voce Cattolica”, n. 66
Data:14/06/1887
Pseudonimo:Toni
Descrizione:Articolo relativo alla quantificazione dei danni portati dalla gelata del 24 maggio 1887 compiuta dal Consorzio Agrario Distrettuale di Santa Croce del Bleggio.