Giudicarie, 9 aprile.

Ai replicati bravo, ben meritati dall’on. d.r Lorenzoni pel suo discorso tenuto alla Camera de’ deputati ai 31/3, aggiungo pur io e pubblicamente la piena mia approvazione. Per avere poi esso sì bene e con tutta verità descritta in caldi accenti la vita e la missione del curato di campagna, fedele interprete di tanti altri miei confratelli di sventura, mando a lui e soci i miei più vivi rendimenti di grazie. Oh noi allarghiamo il cuore alla speranza ormai! Se il governo non ci vorrà riconoscere degni di rimunerazione, ce ne conoscono degni i nostri deputati e tutto il paese Trentino, e ciò ci conforta; imperocché, non potendo raccogliere le miche della mensa opulonesca di chi comanda, con più indipendenza bacieremo l’obolo offertoci dal nostro buon popolo, e vivremo…. vivremo paria bensì del basso clero e quali reietti dal governo, ma sempre agli avamposti nelle battaglie per Dio e per la patria. Non siamo uomini semplicemente, come con poca grazia ci chiama il ministro del culto, ma ministri noi di quel Dio che umanato gridava: è degno l’operaio della sua mercede!

RENZO

Soggetto produttore:“La Voce Cattolica”, n. 42
Data:13/04/1886
Pseudonimo:Renzo
Descrizione:Articolo riguardante il discorso dell'onorevole don Silvio Lorenzoni alla Camera dei deputati e la vertenza sulla congrua spettante ai sacerdoti.